Dal Governo il Paese si aspetta atti di responsabilità non di violenza contro i più deboli
Spero che non si invochi anche la pena di morte per quei lavoratori che rischiano comunque di essere uccisi dalla disperazione per la perdita del loro posto di lavoro e per non poter far più fronte alle proprie vitali esigenze e quelle delle loro famiglie, e che per queste ragioni lottano.
Il Governo, anziché ricorrere a misure coercitive per impedire il diritto di sciopero comunque costituzionalmente garantito e che non può in alcun modo essere vietato, di fronte non ad un rinnovo del contratto od a qualsiasi altra vertenza, ma alla prospettiva drammatica della sparizione della propria azienda, compia un atto di responsabilità e convochi immediatamente e comunque prima dello sciopero il sindacato e sottoscriva l’impegno al mantenimento dei livelli occupazionali e contrattuali e a non procedere al famigerato spezzatino dell’Azienda, che se pur non sembra essere gradito ad un suo autorevole rappresentante, viene al contrario sistematicamente richiesto da altri altrettanto autorevoli rappresentanti dello stesso Governo.