Comunicato Stampa - Segretario Generale - 10/07/2010
COMUNICATO STAMPA
dichiarazioni del Segretario Generale, Giuseppe Caronia
Sono trascorsi 12 giorni dalla presentazione dell’unica offerta vincolante per l’acquisizione di Tirrenia e Siremar da parte di Mediterranea Holding ed ancora Fintecna continua ostinatamente a mantenere un incomprensibilmente e sospetto silenzio sull’accettazione o meno dell’offerta.
Altro silenzio ancora più sospetto è quello sul nominativo dell’amministratore unico o degli amministratori unici, dalla lettura del testo del decreto non si riesce a capirlo, decreto approvato dal consiglio dei ministri il 30 giugno u.s. “nel preminente interesse pubblico connesso alla necessità di assicurare la continuità del servizio pubblico di cabotaggio marittimo”, che ha di fatto decapitato il management di Tirrenia, causando il caos totale in azienda con un prevedibile effetto opposto a quello che il decreto dichiara di volere conseguire.
A mio modo di vedere comunque, l’unica spiegazione logica di questi silenzi è l’inconfessabile ed inconfessata consapevolezza di Governo e di Fintecna che il bando di gara, in quanto sbagliato, sia stato un vero e proprio fallimento e che l’offerta che il ministro Matteoli ha frettolosamente ed inopinatamente giudicata “formalmente ricevibile” sia in realtà del tutto irricevibile.
Ed è forse queste la vera ragione della prevista nomina di un “manlevato e deresponsabilizzato” “amministratore unico” che, scommetterei, sarà di provata” fede” Fintecna.
E sono anche convinto che l’offerta sia irricevibile non solamente dal punto di vista finanziario ma sopratutto in ragione della assoluta mancanza di “garanzie e clausole sociali” come ben dimostra l’annuncio di 540 esuberi da parte dell’amministratore delegato della new-co, Alexis Tomasos, e che costringe evidentemente la stessa Fintecna che pur, a mio avviso, non vede l’ora di “liberarsi” di Tirrenia, a trincerarsi nel silenzio ed a prendere tempo in attesa di non si sa che cosa.
Si riprenda piuttosto un percorso di saggezza e di responsabilità. Si fermino gli orologi e si emani un nuovo bando con 5 gare, una per ognuna delle cinque diverse società, gare che siano tutte, indipendentemente dalla proprietà statale o regionale delle società, coordinate dal Governo che dovrà garantire la contestualità dei tempi di privatizzazione e la omogeneità di condizioni per tutti i lavoratori del ex Gruppo Tirrenia.
Si apra finalmente un confronto a tutto campo con il sindacato il quale, in presenza di solide garanzie occupazioni e contrattuali, saprà responsabilmente fare la sua parte.
Roma, 10 luglio 2010





