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Esiti della consultazione dei RLS del settore di igiene ambientale

A seguito della delibera del CdA della Fondazione si sono svolte nei giorni scorsi a Milano, Napoli e Venezia, le consultazioni degli RLS, a cui seguirà quella degli RSPP delle aziende del settore. Dalle consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (RLS) sono emerse alcune considerazioni in merito al ruolo e ai compiti che l’ RLS svolge in azienda. Le considerazioni esposte sottolineano le difficoltà nei rapporti, sia con le figure di riferimento datoriale che con i lavoratori.

Secondo gli RLS si registra scarsità di informazioni, per cui è difficile riscontrare i risultati derivanti dalle decisioni concordate in azienda attraverso le consultazioni e che da ciò potrebbe derivare uno scarso apporto propositivo agli aspetti legati alla pratica quotidiana del lavoro, alla sua organizzazione e alla ottimizzazione dei rapporti tra il singolo lavoratore e i componenti del sistema di prevenzione e protezione della sicurezza sul lavoro. Va ricordato che sia la Direttiva Quadro Europea 89/391 che, più recentemente, il D.Lgs 81/2008 hanno ribadito il principio cardine della necessità della partecipazione attiva alle politiche di SSL dei lavoratori con il coinvolgimento dei loro Rappresentanti, definiti all’art. 2 del D.Lgs. 81/2008 con compiti attribuiti dallo stesso Decreto all’art. 50, e con la possibilità di un coinvolgimento degli organismi paritetici. Dal canto nostro dobbiamo sottolineare che, la dove si registrano politiche in tema di SSL frammentate e non coordinate, attribuibili a volte alla scarsa importanza che il datore di lavoro riconosce alla partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori, il lavoratore tende ad autoescludersi, a rimanere estraneo e poco partecipativo. Viceversa dove le organizzazioni aziendali prevedono forme di rappresentanza dei lavoratori ed elevati livelli di impegno del management in un contesto appropriato in cui operare, si registra una migliore percezione del successo delle misure adottate per la gestione dei rischi, fattore d’influenza che garantisce che le politiche e i piani d’azione per la SSL siano effettivamente attuati. Ciò si evidenzia anche dalle risposte al questionario Esener pubblicato da Osha e adattato dalla Fondazione al nostro settore sui rischi nuovi ed emergenti sottoposto ai partecipanti alla consultazione . La nostra Costituzione ritiene che la tutela della propria salute sia un diritto e una necessità. Se l’organizzazione del lavoro in azienda risponde a logiche di gestione della SSL di tipo adattivo/reattivo tramite azioni correttive successive all’evento infortunistico, di fatto essa è inadeguata al rispetto della continua evoluzione normativa di riferimento. L’azienda che agisce proattivamente, fa leva sulla “sensibilizzazione culturale”, sulla formazione continua dei lavoratori, e attraverso la partecipazione attiva dei lavoratori alle politiche di prevenzione, mette in atto azioni preventive e correttive concomitanti allo svolgimento delle attività lavorative in continua evoluzione. Dalla consultazione, inoltre, sono emersi alcuni punti significativi in merito al funzionamento della Riunione periodica e ai soggetti partecipanti. La “Riunione periodica” è considerata il luogo adatto a favorire il confronto tra i soggetti partecipanti che, pur avendo ruoli diversi e a volte conflittuali nella organizzazione produttiva del lavoro, possono avere un proficuo confronto sugli aspetti cruciali della sicurezza e salute sul lavoro, con la possibilità di riscontrare l’attuazione al diritto alla consultazione e alla verifica dell’assunzione di impegni sostanziali per l’adozione di provvedimenti necessari al miglioramento delle condizioni della salute e sicurezza sul lavoro, definendo obiettivi quantificabili e raggiungibili e con la formulazione di proposte. Si considerazione anche il fatto che nel CCNL di Federambiente la “Riunione periodica” ha assunto una connotazione periodica più stringente in termini di frequenza, almeno quattro volte l’anno, e da un punto di vista organizzativo rappresenta l’elemento centrale del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro. Dall’analisi dei questionari emerge l’opinione che laddove è adottato un SGSL, le aziende raggiungono un livello di strutturazione della gestione della SSL soddisfacente. Questo dato trova, tra l’altro, conferma nell’andamento in calo degli eventi infortunistici, come si riscontra anche dagli ultimi dati Inail di riferimento. Nonostante ciò, è emerso dalla consultazione che i meccanismi di coinvolgimento dei lavoratori e degli RLS, in merito alle azioni di miglioramento per affrontare i nuovi rischi emergenti di natura ergonomica e psicosociale, sono ad oggi ancora poco efficaci, in quanto, sembrerebbero, non definiti da precise politiche organizzative all’interno delle aziende, non dotate di strumenti strutturati per la valutazione e informazione dei risultati o connotati da scarsa collaborazione tra i vari soggetti che operano nell’azienda in tema di SSL. E’ opinione diffusa tra gli RLS che una efficace azione prevenzionistica è possibile attraverso l’adozione di un SGSL partecipato. Riteniamo di condividere tale opinione in quanto diverse indagini empiriche, anche nel settore dell’igiene ambientale, dimostrano che dove si applica correttamente un sistema di gestione si registrano migliori condizioni di lavoro per i lavoratori con una influenza positiva sull’immagine dell’azienda e un miglioramento dei risultati economico-finanziari. Durante la consultazione sono stati registrati gli interventi degli RLS, molti dei quali sottolineano la scarsità di strumenti idonei ad esercitare un effettivo diritto di controllo sulle attività di natura organizzativa che riguardano l’attuazione efficace delle misure di sicurezza in azienda. Va rilevato doverosamente che la partecipazione e il controllo, attraverso un sistema di regole in grado di configurare un modello comprensivo per il rafforzamento della dimensione partecipativa “collettiva” nel sistema di SSL, non trova chiari riscontri pratici nel D.Lgs. 81/2008, anche se, ad onor del vero, a norma dell’art. 50, comma 1, la contrattazione collettiva può arricchire, rafforzando le prerogative riconosciute ai RLS. Così come alla stessa contrattazione collettiva può essere rimandata la definizione del ruolo più operativo, art. 51 commi 3 e 3 bis, ancorché non esclusivo, rispetto alla formulazione legislativa degli Organismi Paritetici in materia di SSL che qualifica il loro ruolo in termini collaborativi e promozionali, in coerenza con la propria natura. Infine, ritengo doveroso ringraziare, anche a nome del CdA della Fondazione, le aziende che hanno collaborato alla realizzazione della consultazione, agli RLS che vi hanno partecipato numerosi e con spirito propositivo alla buona riuscita della consultazione stessa. Con i migliori saluti. Il Direttore Dr. Giuseppe Mulazzi

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