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TRASPORTO AEREO - PERSONALE DI TERRA



ALITALIA: TARLAZZI, SALVARLA E SVILUPPARLA E' POSSIBILE

 Roma, 5 maggio. “Eliminando i sovraccosti rappresentati dai contratti di fornitura per servizi di manutenzione per almeno 40 milioni di euro; rinegoziando i contratti di leasing che rappresentano un sovraccosto di almeno 56 milioni di euro; ritornando al precedente sistema di prenotazione e acquisto biglietti, più funzionale e meno costoso (88 milioni di euro) ed eliminando, infine, la pazzia di un contratto di assicurazione sul prezzo del carburante che lo fissa di oltre 20 dollari a tonnellata in più del reale prezzo di mercato con un aggravio di almeno altri 130 milioni, l’azienda è in grado di ripristinare l’equilibrio di bilancio, visto che nel 2016 ha registrato un Ebit negativo di 336 milioni di euro” così il Segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi 

“Con queste scelte, come la Ulitrasporti sta ormai dicendo da molti mesi, non sono necessari tagli ai salari e neppure riduzioni del personale. 

Serve oculatezza per gestire un’azienda che ha tutte le carte in regola per svilupparsi e per garantire al Paese quella connettività con il resto del mondo che ora manca, incrementando i voli intercontinentali – afferma Tarlazzi -  E serve una nuova politica industriale e commerciale, che sappia invertire la curva decrescente dei ricavi attraverso il superamento delle alleanze, che finiscono per limitare la capacità di sviluppo della Compagnia, avvantaggiando soltanto i nostri competitor.

“Va anche ripensato il modello societario di Alitalia, visto che in tutti questi anni  il privato ha fallito, mettendo a rischio l’affidabilità del nostro Paese tanto per la mobilità delle persone verso l’estero quanto per lo sviluppo del turismo.

“Come già accade in molti Paesi europei è allora necessario pensare ad una partecipazione pubblico-privato nell’azionariato di Alitalia – esorta il leader della Uiltrasporti.  

“Ma occorre anche rendere più funzionale il sistema complessivo dei trasporti e dell’intermodalità, in termini di infrastrutture materiali ed immateriali, e rivedere il sistema della concorrenza con regole che consentano di competere ad armi pari, ridefinendo nello specifico le condizioni alle quali alcune low cost operano nel nostro Paese”.

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