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Tpl: Tarlazzi, dad non è soluzione, servono misure strutturali per settore

13/10/2020 | Ultime Notizie TPL

Roma, 13 ott. (Stg/Adnkronos) Quello che va fatto è far percepire che il mezzo collettivo non è un luogo a rischio contagio se bene organizzato". A sottolinearlo all'Adnkronos è il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi.

"Abbiamo già segnalato più volte - prosegue Tarlazzi - che bisogna intervenire sul trasporto per evitare sovraffollamenti. L’autista non deve essere a rischio contagio quindi la porta anteriore dei mezzi urbani deve rimanere chiusa e deve essere garantito il distanziamento e la separazione tra autista e utenti. Poi l’azienda, in condivisione con la regione, deve mettere in campo misure che evitino il sovraffollamento, quindi se la percentuale massima di passeggeri è all’80%, non ci possono essere, in alcuni momenti della giornata, autobus totalmente pieni e soprattutto questa non deve essere una responsabilità dell’autista. Per esempio ci si potrebbe dotare di tornelli che si bloccano al raggiungimento del numero massimo consentito". 

"Altra cosa è la diversificazione orari, su questo - denuncia Tarlazzi - non si è fatto nulla. Sul disarticolare gli orari di entrata e uscita dalle scuole bisogna davvero impegnarsi, ma non basta una disarticolazione di venti minuti, deve essere più significativa. In ultimo bisogna riprogrammare la frequenza e il numero dei mezzi collettivi a disposizione. Non si può mantenere sempre lo stesso numero di mezzi per tutta la giornata, in determinati orari gli autobus si affollano, dunque i mezzi vanno rimodulati."

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