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ENAV - Comunicato apertura di vertenza

Roma, 20 gennaio 2021 - Due giorni fa, le Organizzazioni Sindacali di ENAV si sono coordinate tra loro per un’apertura di vertenza, data la situazione totalmente irrazionale a cui stiamo assistendo in Azienda.

È chiaro che la situazione di crisi del settore impone riflessioni, ma a queste il Sindacato è pronto, accettando un confronto che parta da valutazioni oggettive, dirette a scelte equilibrate, logiche e orientate verso il futuro.

Azzerare il confronto e intraprendere una strada che non viene condivisa con i lavoratori e i loro rappresentanti è una scelta irragionevole che aumenta le distanze tra il maggior asset di Enav, cioè il capitale umano, e l’Azienda stessa. La richiesta di costruire un Fondo bilaterale di garanzia e tutela per tutti i dipendenti del Gruppo Enav è rimasta per mesi inascoltata, perché ritenuta da qualcuno non necessaria vista la solidità aziendale, ma oggi più che mai potrebbe diventare attuale qualora qualcun altro metta in dubbio la stessa.

Distaccare lavoratori tra aziende del gruppo solo per differenziare i centri di costo, far credere che avviare il Piano Industriale servisse a scongiurare il ricorso agli ammortizzatori sociali e poi scoprire che gli stessi sono in una fase avanzata di studio, non approfittare del periodo per la qualificazione del personale e per il mantenimento delle skills che ormai si stanno perdendo, sono errori troppo palesi per non essere messi in evidenza. Rileviamo comportamenti non armonici tra i vari manager aziendali frutto evidente di indicazioni diverse da parte del C.d.A. al quale l’AD deve sovraintendere.

Se una realtà complessa come l’Enav non si muove come un team perfettamente coordinato in un momento come questo, si rischia di andare incontro a gravi conseguenze. E’ come se su una barca a vela il prodiere, il tattico e il navigatore per varie ragioni non si sincronizzano, ed è sempre lo skipper a dover evitare la scuffiata. Proprio per questo, in una situazione così avvitata, abbiamo aperto una vertenza rispetto alla quale auspichiamo risposte dal vertice della Società, non in un Organismo di Garanzia (che ha ben altri scopi, semmai funzionasse a pieno regime), ma proprio in un tavolo prettamente sindacale dove non abbiamo mai avuto modo di intraprendere un vero confronto.

Non è mai producente aprire vertenze con troppe tematiche, ma l’assenza di risposte è tale da dover esprimere tutti i malesseri in modo che il quadro complessivo risulti chiaro a tutti, per non rischiare di passare dalla parte di quelli che non hanno capito la situazione generale e si espongono ad apparire come dei pokeristi al rilancio continuo.

La chiusura dello scorso anno ha rilevato UDS pari al 39,7% dell’anno 2019 (quello di tutti i record). La sostenibilità dei conti aziendali ci risulta essere al 63% dei volumi di traffico riferiti sempre allo stesso anno. C’è un delta di circa il 23% da coprire che crediamo, con la cassa accantonata in precedenza (con la quale qualcuno/a sembrava volesse addirittura distribuire un extra dividendo) sia stato ampiamente garantito per il 2020.

L’attuale anno dovrebbe vedere un secondo semestre di netta ripresa e quindi, se i flussi di cassa di quanto fatturato dovessero essere puntuali, non dovrebbero esserci problemi ad affrontare le uscite aziendali, comunque notevolmente ridotte. Se viceversa non dovessimo registrare la puntualità dei pagamenti allora il problema andrebbe spostato in sede governativa per ottenere le garanzie proprie di un servizio pubblico essenziale. Vi terremo prontamente aggiornati sull’esito delle procedure di raffreddamento, auspicando dall’Azienda una chiarezza che nasca da ragionamenti ponderati e non da prese di posizione frutto di tensioni e arroccamenti.

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