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TRASPORTO MARITTIMO



Comunicato Stampa di Giuseppe Caronia

Quanto affermato da Fabrizio Vettosi, Direttore Generale del fondo VSL ed Advisor del fondo Cinven nel corso di una sua intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Stampa, riprende e ribadisce quanto io da mesi continuo a sostenere.

 

Il Governo e Fintecna hanno sbagliato totalmente l’impostazione della gara per la privatizzazione del Gruppo Tirrenia, sia dal punto di vista tecnico, madornale errore aver messo assieme Tirrenia e Siremar, sia dal punto di vista politico, assolutamente sbagliato privatizzare in una situazione di crisi economica e finanziaria internazionale.

 

Il quesito posto da Vettosi, che anch’io per primo e sin dal primo momento ho avanzato, se sia normale che la Regione Sicilia rifiuti gratis Siremar e ora sia pronta a comprarla in blocco con Tirrenia, non ha comunque avuto ancora da chicchessia risposta alcuna. Mi chiedo a mia volta se anche ciò sia normale e se sia normale che nessuno intervenga.

 

Dissento invece totalmente da quanto dichiarato nello stesso odierno articolo dall’ A.D. di Moby Lines Parente circa la bontà dell’operazione “spezzatino” da egli auspicata.

 

Non solamente per gli effetti devastanti che tale operazione causerebbe per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie, ma anche perché determinerebbe per l’intero Paese un danno enorme dal punto di vista socio-economico e finanziario.

 

Altro che operazione fruttuosa come egli l’ha definita, a meno che non si riferisse esclusivamente agli enormi vantaggi che ne deriverebbero ai singoli armatori che in grande armonia tra loro potrebbero spartirsi, con buona pace di tutti ed in primis dei lavoratori nella solita veste di agnelli sacrificali, l’appetitosa torta!

 

La si smetta per cortesia di continuare a brandire come una clava l’inconsistente e confutabile minaccia di Bruxelles ed il Governo si assuma sino in fondo le proprie responsabilità affrontando con decisione e capacità un confronto con la U.E. che non potrà certo negare la condizione di crisi esistente e la necessità di non procedere in queste condizione ad una impossibile privatizzazione.

 

Si prepari invece, a partire dal prossimo incontro col sindacato del giorno 22 p.v. ad un sereno confronto circa la predisposizione, rimandando la privatizzazione a tempi migliori, di un nuovo bando, discusso e condiviso, che preveda gare separate per ogni singola società e che sia coordinato e regolato, per modalità e tempi, dallo stesso Governo che non può chiamarsi fuori da quanto potrebbe altrimenti accadere anche alle società regionali Caremar, Toremar e Saremar se le rispettive Amministrazioni che le hanno ricevute gratuitamente dovessero a loro volta procedere allo loro privatizzazione e magari col metodo “spezzatino”.

 

Roma, 18 giugno  2010

 

 

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