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TRASPORTO MARITTIMO



Comunicato Stampa di Giuseppe Caronia

Se dovessi affermare di non aver tirato un sospiro di sollievo dopo la conferma della presentazione dell’offerta vincolante da parte di Mediterranea Holding affermerei il falso.

 

Lo affermerei anche se dicessi di non essere fortemente preoccupato ed allarmato per le dichiarazioni rese da alcuni rappresentanti di questa new-co che presenta caratteristiche di una così tale eterogeneità da rappresentare di per se un potenziale pericolo per la sua stessa sopravvivenza o per la possibilità di essere governata.

 

E non faccio neanche riferimento ai forti dissapori interni verificatisi e resi noti alla   vigilia della presentazione dell’offerta anche se non sono per niente marginali o ininfluenti, mi riferisco invece alle difformi dichiarazioni dell’azionista Lauro e dell’azionista pubblico e di maggioranza relativa, il Presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo.

 

Mentre il primo afferma, nell’intento assolutamente mancato di tranquillizzare i lavoratori, che non ci sarebbero ulteriori esuberi oltre quelli già dichiarati da Tirrenia, esuberi che noi decisamente respingiamo in quanto  frutto di elaborazioni e decisioni unilaterali dell’azienda, l’altro invece, in un suo comunicato assume l’impegno di garantire gli attuali livelli occupazionali e salariali e procedere inoltre, giustamente, alla stabilizzazione dei precari.                                                                                                                

 

Ma anche le dichiarazioni del non certo “tranquillo” azionista Tomasos secondo le quali in caso di aggiudicazione della gara e nel caso decidesse di non chiamarsi fuori dalla partita, si potrebbe mantenere per 5 anni l’attuale occupazione per poi ridurla negli anni successivi e poter quindi arrivare al pareggio di bilancio, fanno a pugni con quelle del socio pubblico, che dipingono uno scenario totalmente diverso e che noi ovviamente preferiamo e cioè uno scenario di grande rilancio di Tirrenia e Siremar con l’apertura di nuovi collegamenti internazionali che lasciano quindi presupporre il determinarsi di nuova occupazione specie in un settore ed in quella parte del Paese  che, da questo punto di vista e non solo da questo, è veramente svantaggiato.

 

Altro motivo di fortissima preoccupazione ma di natura molto diversa è quello relativo alla valutazione dell’offerta da parte del Governo e di Fintecna. Ovviamente non ci vogliamo in alcun modo avventurare nell’esprimere un giudizio che non ci compete, almeno nella nostra veste di rappresentanti di una parte della società, sulla  sua  o meno congruità, ma riteniamo opportuno ricordare che il “fattore lavoro” non può essere visto come una variabile indipendente e dovrà quindi essere determinante, in funzione alle risposte ed alle garanzie che in questo campo verranno date, ai fini della decisione o meno di accettare l’offerta.

 

Desidero infine concludere con l’auspicio che finalmente il Governo si decida ad aprire un vero tavolo di confronto ed anziché ricorrere al “burocratese” con laconici  comunicati del tipo: “l’offerta vincolante presenta ieri da Mediterranea Holding è formalmente ricevibile” dica chiaramente ai Lavoratori ed al Paese come intende procedere e cosa realmente voglia fare!

 

Roma 29 giugno 2010

 

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