Uiltrasporti

TRASPORTO MARITTIMO



Comunicato Stampa di Giuseppe Caronia

Cominciano ad emergere con chiarezza le vere  motivazioni che hanno originato il Dpr varato dal Cdm su Tirrenia.

 

La prima è quella legata al sostanziale fallimento di una gara, sbagliata sotto ogni profilo, che, come è noto, ha visto un solo ed anomalo concorrente, la Mediterranea Holding,  presentare un’“offerta vincolante” del valore di 530 milioni di euro che, ad avviso di molti, sembra essere del tutto insufficiente, specie se non legata a stringenti impegni sulle garanzie occupazionali e salariali dei lavoratori.

 

La seconda la si evince altrettanto chiaramente da una intervista rilasciata dal socio privato ed amministratore delegato  della new-co, Alexis Tomatos, il quale precisa che i 540 esuberi, vale a dire circa il 30% dell’attuale forza –lavoro, previsti dal loro piano industriale non siano stati dagli stessi quantificati ma da  Fintecna.

 

Credo che tutti indistintamente, al di sopra di critiche che giustamente o meno si possano muovere all’operato, nell’ ultimo quarto di secolo nel quale, mi permetto ricordare, non si è mai registrato un solo licenziamento, dell’attuale amministratore delegato, che Fintecna e Governo si apprestano a sostituire, vorranno convenire che egli  si sarebbe decisamente opposto a qualunque  piano industriale che avesse previsto tagli di personale di questa portata e che anche sulla “ricevibilità” dell’offerta avrebbe avuto certamente molto da ridire.

 

Ma il Dpr del Governo è arrivato puntualmente a mettere le cose a posto.

 

Ma le cose non stanno a posto per niente in quanto le Organizzazioni Sindacali tutte, non hanno mai sottoscritto accordo alcuno  su esuberi di personale e non saranno, la Uiltrasporti di sicuro non lo sarà,  in nessun caso disponibili ad accettare un piano industriale di Mediterranea Holding  (sembra ormai chiaro che la sua offerta venga accettata) che non mantenga le promesse fatte dall’azionista pubblico e di maggioranza, il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo e cioè, oltre che il rilancio della società con l’apertura di nuove linee, il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori e la stabilizzazione dei precari.

 

E comunque inaccettabile che il Governo non avverta l’esigenza di aprire un immediato confronto col sindacato e si rifiuti di far chiarezza su questa ormai oscura vicenda.

 

 

Roma, 8 luglio 2010

 

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