Uiltrasporti

TRASPORTO MARITTIMO



Comunicato Stampa di Giuseppe Caronia

Allo scopo di far conoscere il nostro livello di “rappresentatività”, al Governo, a Fintecna, a Mediterranea Holding ed a quanti altri fossero interessati, riporto di seguito una sintesi dei dati ufficiali rilevati  (al 31.03.2010) dall’Associazione datoriale,  relativa alle  deleghe di iscrizione alla Uiltrasporti dei lavoratori delle società Tirrenia e Siremar:

 

-         Tirrenia:  32,7% (maggioranza relativa)  degli iscritti alle organizzazioni sindacali rispetto al totale  parziale del  72,7% di CGIL-CISL-UIL  ed al  complessivo  100% degli iscritti a tutte le altre organizzazioni comprese  le Associazioni Professionali;

 

-         Siremar:   69,3%  (maggioranza assoluta) degli iscritti alle Organizzazioni Sindacali rispetto al totale  parziale del  79%  di CGIL-CISL-UIL  ed al  complessivo  100% degli iscritti a tutte le altre organizzazioni comprese  le Associazioni Professionali.

 

Ho ritenuto opportuno diffondere questi dati dopo aver formalmente avanzato, con una nota,  la richiesta al Governo di riconsiderare, prima di assumere una qualsiasi decisione sull’offerta di Mediterranea Holding, la  sua scelta di cedere il 100% di Tirrenia e di mantenere comunque almeno un 25% del pacchetto azionario a garanzia degli obblighi di servizio pubblico  e delle condizioni occupazionali e contrattuali dei lavoratori.

 

Ho richiesto inoltre che la società Siremar e le altre tre società regionali, Caremar, Saremar e Toremar, le cui proprietà sono state già trasferite alle regioni interessate, rimangano, come peraltro unitariamente richiesto dalle organizzazioni sindacali regionali, a controllo pubblico in quanto queste aziende svolgono un servizio che non può essere considerato da nessuno, UE compresa, come un settore del mercato paragonabile agli altri e come dimostra l’esistenza di altre compagnie regionali marittime  in diversi Paesi europei.

 

Altra richiesta che ho avanzato, ferma restando quella prioritaria di rifare il bando, è quella di consentire, in caso comunque di aggiudicazione della (sbagliata) gara, la eventuale partecipazione azionaria di quei lavoratori che fossero interessati e che potrebbero quindi avere una loro presenza in consiglio di amministrazione o in una sorta di "consiglio di sorveglianza" da costituire appositamente.

 

Tutto ciò dovrebbe scaturire da un confronto a tutto campo, che ancora una volta, anche con la forza dei  numeri richiediamo, tra le organizzazioni sindacali, Governo ed eventuale compratore.

 

Con questo mio comunicato finisce il tempo delle parole. Se in questa settimana non si avranno risposte concrete che possano dare certezze sul futuro dei lavoratori, a partire dalla prossima potremmo dichiarare, in via straordinaria così come è straordinaria la drammaticità degli eventi di cui ancora tutti non sembra si siano resi conto, scioperi non preavvisati nelle diverse sezioni di ogni singola nave con modalità e tempi  anche prolungati  che verranno di volta in volta stabiliti dalle assemblee degli equipaggi.

 

Spero che alla mia consapevolezza delle responsabilità a cui assieme ai lavoratori vado incontro corrisponda la consapevolezza del Governo di non poter  affrontare un evento epocale quale è la privatizzazione della flotta pubblica come se fosse una normale vertenza e che non si possono osservare regole che impegnano una sola parte. Pertanto  le maggiori responsabilità per eventuali tensioni sociali saranno tutte ascrivibili alla totale sordità del Governo circa le richieste avanzate dai lavoratori e la loro  insistente richiesta di un vero confronto.

 

Roma, 12 luglio 2010

 

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