Uiltrasporti

TRASPORTO MARITTIMO



Comunicato Stampa di Giuseppe Caronia

 

Come era ampiamente prevedibile, ci auguriamo non previsto, anche Mediterranea Holding, l’ultima degli iniziali sedici potenziali acquirenti di Tirrenia e Siremar, a prescindere dalla recente negativa presa di posizione della U.E., non sembra riesca, salvo un miracolo, ad aggiudicarsi, per molte e svariate ragioni, la gara.

 

Potrei adesso aprire tutta una serie di polemiche che investirebbero molti soggetti ma credo che se lo facessi non aiuterei a risolvere i tanti problemi dei lavoratori e pertanto rinuncio volentieri.

Credo sia giunto invece il tempo della “responsabilità”.

Il Governo per primo dovrà compiere un atto di responsabilità rendendosi finalmente conto che una gara che mette assieme due società, Tirrenia e Siremar appunto, solo apparentemente simili ma che svolgono tipologie di trasporto completamente diverse, non avrebbe potuto né mai potrà avere un esito positivo.

Rifaccia quindi il bando con gare separate per ogni singola società e svolga un ruolo di coordinamento, in questo difficile processo, in modo tale che tutte e cinque le società dell’ex Gruppo Tirrenia arrivino assieme e con soluzioni omogenee per i lavoratori alla privatizzazione.

In subordine, separando Siremar per la quale sarà comunque necessario indire una apposita gara, per la sola Tirrenia si potrebbero avviare trattative private con i sedici iniziali competitori ed aprire eventualmente anche a quelli che avevano rinunciato proprio in ragione del disinteresse per Tirrenia e Siremar assieme.

Altra forte assunzione di responsabilità ci dovrà essere da parte di tutto il sindacato che ha il dovere, nel preminente interesse dei lavoratori, di ricercare ad ogni costo quell’unità che purtroppo, forse per responsabilità di tutti, in questi mesi in particolare è venuta a mancare disorientando non poco i lavoratori che sfiduciati sembrano voler rinunciare alla difesa del loro posto di lavoro.

Occorre invece che tutti uniti si dica subito e a gran voce che in nessun caso, di fronte al fallimento della gara, accetteremo l’ipotesi paventata dal Vice Ministro dell’Economia Vegas e cioè quello del famigerato piano B che prevede lo “spezzatino” con la messa in vendita di linea per linea e nave per nave che sarebbe una vera e propria tragedia per i lavoratori in primis, ma anche per l’intero Paese.

Si dica con chiarezza e senza tentennamenti che tutti i lavoratori, indistintamente ed indipendentemente dalla loro appartenenza sindacale e politica, di fronte al manifestarsi di una simile sciagura reagiranno con inusitata ed inimmaginabile durezza.

Si costringa il Governo attraverso la ripresa di una forte azione unitaria, per la quale la Uiltrasporti si rende fin da ora disponibile, ad aprire un vero tavolo di confronto capace di individuare soluzioni possibili e condivise.

 

 

 

 

 

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