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MOBILITA' - TRASPORTO FERROVIARIO



Comunicato ai Lavoratori su nuova direttiva europea sul trasporto ferroviario

Nell’ultimo anno, unitamente al Sindacato Europeo dei Trasporti – ETF – abbiamo seguito l’iter di una proposta di nuova direttiva della Commissione Europea intesa a riprecisare ed allargare le normative sul mercato ferroviario e sulla sua liberalizzazione.

Recentemente, in previsione dei passaggi parlamentari, abbiamo accentuato la nostra pressione con le Istituzioni europee al fine di ottenere modifiche alle bozze di normativa che circolavano ritenendole non adeguate alle nostre situazioni.

La scorsa settimana, nei giorni 10 e 11 ottobre, si è riunita la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo che ha licenziato un nuovo testo che interviene sulla proposta della CE e della relatrice parlamentare. Nel darVi una prima sintesi del risultato della votazione, Vi rammentiamo che la “lettura” finale del documento è prevista per la metà di novembre nel corso della plenaria del Parlamento di Strasburgo.

Regolamentazione del diritto di sciopero. La Commissione ha cancellato a larghissima maggioranza questo inserimento. Se approvato avrebbe comportato l’introduzione del concetto di “servizi minimi” estesi a tutti i paesi e a tutte le aziende. Un vincolo molto più ampio di quello già in vigore nel nostyro sistema.

" unbundling" ovvero separazione e liberalizzazione. Su questo capitolo le ricadute dei testi approvati non sono ancora del tutto chiari. In discussione c’era la totale e piena separazione della gestione dell’infrastruttura dall’esercizio delle attività ferroviarie. Inoltre, un particolare e delicato aspetto avrebbe riguardato i servizi considerati “non core” come le manutenzioni e la vendita oggetto di “attenzioni” privatistiche particolari.

La Commissione ha adottato due scelte di fondo. Sulla separazione ha rinviato ad una fase successiva chiedendo alla CE di approfondire ed offrire un nuovo assetto normativo da definire entro il 2012. Così ha allungato i tempi della riflessione ma ha anche bloccato ipotesi di nuove e più stringenti forme di liberalizzazione del mercato. Sui servizi correlati come le manutenzioni e la vendita il compromesso della commissione è stato di prevedere la separazione organizzativa senza per questo rendere necessaria la separazione giuridica/societaria.

Regolatore ferroviario.  L’istituzione di tale figura è stata rinviata alla CE per approfondirne ruolo, compiti e poteri. La questione appare estremamente delicata in quanto, oltre a prevedere la costituzione di un organismo analogo in sede europea, tale Organismo avrebbe un assetto assolutamente indipendente pur restando pubblico, con funzioni che potrebbero assorbire alcune delle attribuzioni dell’attuale Agenzia per la Sicurezza ed un forte potere regolatorio e sanzionatorio.  

 

 

 

Deleghe.

Vengono limitati, ma permangono materie sulle quali sarà consentito alla CE di legificare autonomamente, una sorta di decretazione d’urgenza che non condividiamo per gli evidenti effetti che questa produrrebbe.

 

Altri aspetti.

Sindacali. Segnaliamo l’adozione di alcuni vincoli che vengono introdotti nel sistema che si riferiscono esplicitamente al lavoro, alle condizioni di salute e sicurezza, all’impatto sociale che questo può determinare.

Non è una vera clausola sociale, ma un monitoraggio delle condizioni di lavoro e normative.

Viene, inoltre, introdotto l'obbligo per la Commissione europea di consultare le Organizzazioni Sindacali. Si tratta di una procedura sostanzialmente già esistente denominata “dialogo sociale” che questa volta verrebbe meglio perimetrata.

Licenze ferroviarie.  Sembrerebbe migliorato il panel di requisiti per ottenere una licenza ferroviaria; fra questi un riferimento al lavoro applicato riguardo ai requisiti sul rispetto della legislazione sociale e la sicurezza.

 

Conclusioni. Il pronunciamento della Commissione Trasporti del PE potrebbe essere ribaltato dall’assemblea plenaria. Per questo, la mobilitazione in atto non dovrà perdere intensità.

Nei prossimi giorni avremo un passaggio in sede europea con i nostri partner sindacali degli altri paesi e unitamente faremo ulteriori valutazioni anche alla luce della lettura definitiva del testo appena sarà tradotto e pubblicato.

 

Roma, 15 ottobre 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      

 

 

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