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Favorevoli alle aggregazioni. Ma intanto chiudere il contratto della Mobilità.

13/02/2012 | Ultime Notizie TPL

(FERPRESS) – Roma, 12 FEB – Nel dibattito avviato da Ferpress sulle liberalizzazione nel settore del trasporto pubblico locale interviene finalmente un esponente sindacale. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo del segretario generale della Uiltrasporti Luigi Simeone.

Nel dibattito aperto sulle liberalizzazioni del TPL, come sempre, il grande assente è il lavoro che quando conviene ai diversi contendenti è la voce di costo più alta dei bilanci e come tale costituisce un capitolo da ridurre, salvo poi non considerare come lo stesso partecipi al sistema di produzione dei servizi, fino ad arrivare a scrivere che l’aumento di produttività sarebbe da attribuire ai mezzi, come riporta la nota del presidente  di Asstra che  parla dell’aumento del 7.4% dei km. percorsi da un autobus, come se questi girassero da soli!  Parimenti la determinazione con cui in ultimo in  casa Onlit, si sostiene che i subappalti sono la soluzione dei mali del Tpl, lascia basiti, forse sperando che nessuno conosca la realtà delle mille e più aziende che non sono pubbliche, (e non per questo private) che dovrebbero svolgere servizi pubblici, che sono finanziati esattamente come quelli delle aziende pubbliche, solo con dimensioni aziendali ridottissime, quasi sempre sotto i 10 dipendenti.

Nel corso degli anni non sono aumentate le aziende pubbliche, ma le concessioni talvolta per linea alle aziende non pubbliche, dove si annidano sprechi di risorse per servizi di difficile controllo, con gestioni del personale quantomeno originali e diffuse disapplicazioni contrattuali sull’intero territorio nazionale. L’avversione al mercato, l’allarme per gli incentivi alle aziende in caso di aggregazioni, sono la prova dell’atteggiamento gattopardesco delle lobby che hanno minato ogni tipo di riforma e semplificazione di un sistema che rischia di implodere, mentre ognuno tenta di raccontare storie incredibili. Nel TPL  non si dovrebbe parlare di Liberalizzazioni,  perché non si tratta di eliminare vincoli, ma di determinarne alcuni, pochi ed esigibili che facciano giustizia dei mille inutili  rivoli in cui si perdono le risorse pubbliche che pesano sulle tasche dei cittadini.

Riteniamo che anche in Italia possiamo puntare a grandi imprese non importa se pubbliche o private,  grandi per capacità industriale e per capacità manageriali, che in presenza di certezza di risorse assegnate possano concorrere  con i grandi gruppi europei, che tra l’altro  non sono sempre privati anzi!  Abbiamo provato, per tre anni,  a scrivere insieme alle Associazioni Datoriali e con il Ministero dei Trasporti un avviso comune che potesse offrire al precedente Governo uno strumento condiviso che portasse alla semplificazione gestionale, al dimensionamento territoriale minimo sostenibile per un affidamento, a regole  certe di finanziamento dei servizi, e a  strumenti di sostegno per il lavoro nuovi e flessibili per gestire la fase difficile che si sarebbe dovuto affrontare se veramente si fosse voluto rilanciare e ristrutturare l’intero settore.

Il nuovo CCNL della Mobilità è portatore di queste opportunità che le OO.SS. hanno voluto offrire al processo ineludibile che abbiamo da costruire, ma l’atteggiamento di chi non vuole assolutamente mettersi in discussione ha inopinatamente impedito ogni confronto. Adesso che il Governo si appresta a definire nuovi percorsi, appare evidente che senza il CCNL della  Mobilità,  strumento indispensabile per regolare finalmente il mercato, tutto rischia di naufragare di nuovo, tenuto conto che  il lavoro che ha già sostenuto la maggiore produttività a fronte di una riduzione degli organici, non si potrà far carico, senza strumenti reali di sostegno e di sviluppo, di nessun processo di riforma che è evidente sosteniamo da soli con l’avversione degli altri ed i silenzi assordanti della politica.

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