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Dichiarazione congiunta di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL e Claudio Tarlazzi, Segretario Generale Uiltrasporti

TARES: EVITARE LA STANGATA ESTIVA ED AUTUNNALE

A LUGLIO UN INGORGO DI IMPOSTE E TASSE CHE VALE 20,2 MILIARDI DI EURO TRA SALDO IRPEF, AUMENTO IVA E ACCONTO TARES, CHE SI AGGIUNGONO AGLI 11,6 MILIARDI DELL’ACCONTO IMU

CONCILIARE LE ESIGENZE DELLE FAMIGLIE E RACCOGLIERE IL GRIDO DI ALLARME DI LAVORATORI E AZIENDE DEL SETTORE

 

Occorre evitare che la TARES pesi eccessivamente sui bilanci della famiglie e delle aziende.

Infatti, lo slittamento a luglio del pagamento della prima rata rischia di mettere in difficoltà gli utenti che quest’anno si ritroveranno a pagare, non in 4 o 6 rate come lo scorso anno, bensì in 2.

Ciò significa che alla vigilia delle vacanze estive, le famiglie italiane dovranno versare nelle casse pubbliche 4 miliardi di euro per la TARES, che equivalgono a un acconto di 152 euro, sul totale di 305 euro medi annui a famiglia, più di quanto pagato con l’acconto dell’Imu sulla prima casa a giugno, quando la stessa famiglia avrà versato 139 euro medi.  

Ma non c’è soltanto un risvolto sulle famiglie, anche per le aziende pubbliche e private, che gestiscono i servizi di igiene ambientale, lo slittamento rischia di togliere per molti mesi le necessarie risorse economiche per garantire i servizi, compresa la regolarità del pagamento degli stipendi per i lavoratori e le lavoratrici addette.

Paradosso dei paradossi: per assicurare la continuità del servizio, le aziende sarebbero costrette a fare ricorso all’indebitamento, con il conseguente aumento del costo del servizio di smaltimento, che sarà inevitabilmente scaricato sulle famiglie, con un ulteriore aumento delle tariffe.

Chiediamo, pertanto al Governo, di spalmare il pagamento del nuovo balzello attraverso più acconti, secondo le consuetudini attuali dei Comuni, così come avvenuto per l’IMU e che soprattutto, esse non coincidano con pagamenti di altri balzelli (vedi aumento IVA a luglio, saldo IRPEF e IMU). In questo modo si potrebbero conciliare le esigenze delle famiglie e raccogliere il grido di allarme delle aziende.

Altrimenti il rischio è di una stangata, tra giugno e luglio, di circa 31,8 miliardi di euro (11,6 miliardi acconto IMU, 14,4 miliardi saldo IRPEF, 4 miliardi acconto TARES e 1,8 miliardi la tranche dell’aumento dell’IVA).

Aldilà delle promesse di questa campagna elettorale, occorrono ora atti concreti per realizzare un’effettiva riduzione di imposte e tasse.

 

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