Uiltrasporti

MOBILITA' - TRASPORTO FERROVIARIO



Trasporto Ferroviario - Comunicati

06/10/2014
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“La Divisione Cargo di Trenitalia, senza un piano di investimenti e di rilancio sul mercato rischia la chiusura. Così esprime il proprio disappunto Nicola Settimo, Segretario Nazionale Mobilità UILTRASPORTI, dopo l’ennesimo passaggio di macchinisti dalla Cargo alla Divisione passeggeri di Trenitalia.

Per quanto tempo ancora dobbiamo assistere all’ “outlet” di risorse umane? - continua il sindacalista - pezzo dopo pezzo, stiamo assistendo allo svuotamento di lavoratori dal settore merci  di Trenitalia, che conta circa 4.000 addetti e circa 28 milioni di km/treno per una quota di mercato italiano del trasporto merci su ferro pari al 70%.

06/08/2014
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Il giorno 5 agosto, nella stazione di Fabro Ficulle, ha perso la vita il collega dipedente da RFI addetto alla manutenzione infrastruttura. comunicato segreteria nazionale

26/07/2014
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A seguito dell'esposto della Segreteria Regionale UILT Lombardia avente in oggetto il mancato rispetto del DM 388/03 da parte del datore di lavoro Crossrail Italia nonchè, l'inadeguatezza della Valutazione del rischio D.lgs.81e successive modifiche si pubblica la lettera alle istituzioni.

18/07/2014
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Roma 17 luglio - “E’ necessario agire sulla prevenzione, troppe volte abbiamo dovuto scrivere per altre morti, sulla sicurezza non si fanno sconti”. E’ quanto affermano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl AF e Fast, in merito all’incidente sulla linea Caltanissetta Gela, dove hanno perso la vita, travolti da un treno, tre lavoratori della manutenzione infrastrutture, evidenziando che “non è accettabile che nello svolgimento dei propri compiti tre persone siano state strappate ai propri affetti”.

24/06/2014
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Nel pomeriggio di venerdì 20 giugno 2014, presso la stazione di Roma Termini, un lavoratore di una ditta appaltatrice della società RFI, impegnato in una lavorazione su un quadro elettrico, è venuto accidentalmente a contatto con cavi in tensione ed è rimasto folgorato.

20/05/2014
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In data 13 maggio 2014, le Segreterie Nazionali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UG Trasport FAST  Ferrovi hanno  inviato  a  Trenitalia  una  nota  contenente  alcune criticità in materia di procedura di interfaccia tra RFI e le IF in applicazione dei principi contenuti nell’RCF (decreto 4/2012 di ANSF), nello specifico DEI 41. 42.3 quali: partenza treni, disciplina dei rapporti fra regolatore circolazione/personale dei treni e repertorio dei moduli.

La nota faceva riferimento alle problematiche legate: all’articolata procedura di partenza treno con segnale disposto via libera; alla mancanza di riscontro scritto, da parte del CT, in caso di partenza con segnale a via impedita; alla complessità di procedura, in caso di interventi sugli apparati di stazione;  all’obbligo  della  sola  richiesta  verbale,  da  parte  del  PdC,  al  CT  su  procedure  che interessano la sicurezza di esercizio.

08/04/2014
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Nota congiunta del Segretario Regionale UILTRASPORTI AF Lombardia Angelo Cotroneo, Raimondo Pancrazio Segretario Generale UIL Frontalieri e Barbara Spalinger (Vice Presidente), Angelo Stroppini Segretario Sindacato Svizzero Trasporti SEV in merito alla vertenza CROSSRAIL. Dichiarazione rilasciata a seguito dell'incontro del 4 aprile scorso con i lavoratori dell'IF per la definizione di una strategia condivisa riguardo al progetto di trasferimento di una settantina di dipendenti, l'80 per cento circa della forza lavoro, dallo scalo di Domo 2 a Briga.
"Nel progetto proposto dalla Crossrail, – si legge nella nota – si è riscontrato il tentativo di sfruttare la manodopera frontaliera remunerandola con stipendi decurtati di circa un terzo, rispetto a quanto regolarmente percepisce un lavoratore svizzero di pari qualifica professionale. Una proposta che il Presidente del SEV, Giorgio Tuti ha già definito come scandalosa. Inoltre, ai lavoratori è stato proposto un contratto di lavoro individuale, che non contiene alcuna tutela contro il licenziamento e che permette la disdetta con tre mesi di preavviso. A questi giovani lavoratori, per la maggior parte al di sotto dei 30 anni, è stato quindi proposto di licenziarsi spontaneamente, lasciando i loro attuali contratti a tempo indeterminato italiani per firmare dei contratti svizzeri, che però non rispettano i parametri salariali nazionali e, se ciò non bastasse, li lasciano in balia della possibilità di essere licenziati in qualsiasi momento. Un licenziamento per cui, secondo le norme svizzere, l'I.F. non dovrà necessariamente apportare una giustificazione e, di fronte al quale i lavoratori saranno completamente disarmati. Per queste ragioni, alla società i sindacati hanno chiesto con forza di adottare un contratto collettivo, e non dei farraginosi contratti individuali. Un contratto che garantisca un salario equo e parametrato al contesto svizzero ma, innanzitutto, una tutela contro lo strumento del licenziamento, qualora immotivato, utilizzabile come sistema soggettivo di discriminazione. È di pochi mesi fa il referendum svizzero sulla libera circolazione dei lavoratori; ciò che è emerso da quel referendum è chiaro: l'opinione pubblica svizzera vede nei lavoratori provenienti da oltre frontiera la causa primaria delle difficoltà che ultimamente emergono sul mercato del lavoro interno. Ciò che i cittadini svizzeri dovrebbero comprendere, anche da casi come questi, è che alla base delle loro difficoltà ci sono quelle Aziende, che coltivano colpevolmente il seme del dumping salariale sul loro territorio. Il 18 Maggio prossimo in Svizzera si terrà un nuovo referendum per fissare il salario minimo garantito a circa 4.000 CHF. Una cifra che l'I.F. Crossrail AG, che ha al suo organico delle figure professionali altamente qualificate, non ha nemmeno sfiorato nelle sue proposte di contratto ai lavoratori cui ha chiesto di trasferirsi. Per ultimo ma non meno importante, il progetto Briga mostra forti problematiche anche per ciò che riguarda l'organizzazione del lavoro: l'equipaggio. È stato infatti proposto ai macchinisti di lavorare in condizioni di "agente solo", ossia di effettuare treni merci su linee di RFI con la presenza di un solo agente alla condotta dei mezzi di trazione, come unico soggetto presente sull'intero convoglio. Viste le leggi vigenti ( DM 388 e Dlgs 81) e l'attuale organizzazione del lavoro, la realizzazione di questo progetto rappresenterebbe una situazione di potenziale rischio per la sicurezza del trasporto ferroviario. Viste tutte le criticità esposte, le Organizzazioni Sindacali coinvolte a livello nazionale e transnazionale ritengono di dover mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché la Società torni a rivalutare le strategie insite nel progetto Briga e si apra a un nuovo confronto con i lavoratori. La libera circolazione dei lavoratori deve avvenire nel rispetto dei principi non discriminazione e di parità di trattamento per ciò che riguarda l'ingresso nel mercato del lavoro e le condizioni di lavoro in cui si viene impiegati. Due principi complementari stabiliti nel Regolamento (CEE n.1612/68) sulla Libera Circolazione dei lavoratori cui, i rappresentanti sindacali, non intendono derogare in virtù di logiche di profitto che non tutelano i lavoratori". (fonte Ferpress)

26/02/2014
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Nella mattinata odierna si è svolto il previsto incontro con la società Trenitalia sulle problematiche riguardanti la liquidazione delle competenze maturate relative alla condotta continuativa ed ai ticket per il personale mobile.

Sulla condotta continuativa, come Segreterie Nazionali, abbiamo chiesto di verificare innanzitutto i tempi accessori previsti nelle tabelle della “Circolare Natali” unitamente a tutti gli altri aspetti relativi alla gestione dei turni del personale, esaminando tutte le criticità ancora presenti (quali le sequenze ripetute di RFR, di mattinate, di pomeriggi ecc.).

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