Uiltrasporti

AMBIENTE-LOGISTICA-PORTI



Documento Attivo Porti del 11 Febbraio 2015

I Quadri e Delegati Uiltrasporti del settore porti si sono riuniti a Perugia l’11 febbraio 2015 per analizzare la difficile situazione che sta interessando l’intero settore portuale a seguito dei tentativi di deregolamentare l’esercizio delle attività portuali e quindi del lavoro portuale.

In particolare l’assemblea ha denunciato le ricadute che potrebbero discendere dalle contaminazioni provenienti dal segmento terrestre della filiera logistica nel caso di un’apertura selvaggia del mercato così come discende dal D.D.L concorrenza.

E’ infatti inaccettabile una deregolamentazione che passa attraverso la possibilità di ingresso indiscriminato di imprese di appalto surrettizio, che in realtà svolgono attività di intermediazione di mano d’opera e attraverso l’abolizione delle imprese ex. art 17 della legge 84/94 quali uniche fornitrici autorizzate di lavoro temporaneo portuale

.La tenuta economica e sociale dei porti italiani è infatti frutto di quanto discende dalla legge 84/94, attraverso la regolamentazione del mercato garantito dal ruolo pubblicistico delle Autorità Portuali, dalla centralità dell’impresa terminalista e dal ruolo dell’impresa autorizzata ex art. 17 L.84/94.

Certamente la L.84/94 va migliorata laddove ha dimostrato inefficienze competitive e diseconomie nei processi di controllo legati alla merce, e nei processi di pianificazione e realizzazione delle opere infrastrutturali, a cominciare dai dragaggi.

Vogliamo evitare una riforma che scardina l’attuale equilibrio, che privatizza i porti, e che sotto il finto intendimento di creare più concorrenza, di fatto, crea monopoli e mercato selvaggio a beneficio di interessi particolari e a scapito dell’interesse generale e dei lavoratori.

Qualsiasi riforma deve seguire il normale iter parlamentare quale percorso democratico che si addice ad una legge così complessa come questa per la crescita del sistema economico del Paese e per la tutela sociale dei lavoratori e delle lavoratrici.

E’ per queste ragioni che l’attivo ha ribadito la necessità e l’urgenza che il ddl 370 attualmente al Senato prosegua l’iter parlamentare.In questo contesto qualsiasi ipotesi di razionalizzazione delle Autorità Portuali e localizzazione degli investimenti per vocazione specialistica, deve seguire una strategia di interesse Paese e deve osservare criteri e parametri chiari affinché questi non siano favori ai soliti noti.

E’ per questi motivi che l’attivo da mandato alla Segreteria Nazionale di intraprendere la più idonea azione di lotta allo scopo di recuperare un processo di riforma rispondente alle vere necessità dei porti e del Paese. 

Perugia, 11 febbraio 2015

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