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Autorità Portuale: sentenza della Corte di Giustizia Europea " le Autorità Portuali non possono essere intese come pubblica amministrazione ai sensi del diritto europeo"

Vi sottopongo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, la quale, nella causa Causa C-270/19 -Iraklis Haralamblidis contro Calogero Casilli, relativa alla nomina di un cittadino non italiano a presidente di una Autorità Portuale ha stabilito che le Autorità Portuali non possono essere intese come pubblica amministrazione ai sensi del diritto europeo.
In riferimento alla nozione di “impiego nella pubblica amministrazione” ai sensi dell'art. 45, paragrafo 4 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, la CGUE statuisce che le Autorità Portuali, a differenza delle altre pubbliche amministrazioni, debbano osservare pienamente il principio della libera circolazione dei lavoratori, dato che la loro attività istituzionale presenta “in generale un carattere tecnico e di gestione economica”, che ne esclude la possibilità di qualificarla come pubblica amministrazione secondo il diritto dell’Unione Europea e le Autorità Portuali non possono, quindi, valersi della deroga stabilita per le pubbliche amministrazioni dall’art. 45, paragrafo 4 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.


Si tratta, dunque, di un ulteriore ed autorevolissimo riferimento giurisprudenziale che conferma come l’impiego presso le Autorità Portuali non possa essere sussunto nella categoria dell’impiego pubblico.
A tale esito ha aderito recentemente anche il Consiglio di Stato, che aveva posto la questione pregiudiziale sulla quale si è espressa la CGUE con la Sentenza appena citata.
In particolare la Sentenza n. 01210/2015 (Consiglio di Stato – Sezione Quarta) del 10.03.2015 ha testualmente affermato che “secondo la giurisprudenza della Corte, la nozione di “pubblica amministrazione” ai sensi dell’art. 45, par. 4, T.F.U.E. deve ricevere un’interpretazione e un’applicazione uniformi nell’intera Unione e non può pertanto essere rimessa alla totale discrezionalità degli Stati membri”.
Si precisa infine che la normativa nazionale deve essere interpretata, applicata e, occorrendo, integrata alla luce dell’interpretazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Da tali statuizioni discende che, non rientrando l’Autorità Portuale nella categoria delle Pubbliche Amministrazioni e dovendosi interpretare, applicare ed eventualmente integrare la normativa nazionale alla luce dell’interpretazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il giudice interno deve considerare illegittima l’inclusione dell’Autorità Portuale nell’elencazione ISTAT.

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